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La spedizione di merci: a chi la responsabilità per danni?

Con il commercio online il problema di spedire e ricevere pacchi integri è diventato fondamentale: ai tempi in cui ho lavorato ai controlli di magazzino, la regola era apporre la riserva sul documento di trasporto al ricevimento della merce. E’ inutile dire che l’esperienza spesso dimostra i limiti delle nostre convinzioni.

La domanda che ci dobbiamo porre è di cosa sia responsabile il trasportatore — in gergo il corriere, talvolta “erroneamente” chiamato spedizioniere (ai fini civilistici si tratta di figura diversa) — giacché da quando una merce esce dal magazzino a quando viene consegnata si possono verificare eventi che ne modifichino la qualità o l’aspetto.

Innanzitutto, la pratica della riserva — per intenderci, la consuetudine di scrivere sulla ricevuta al vettore “Si accetta con riserva” (specificando il motivo) — non piace al trasportatore, perché è come se dicessimo che in caso di problemi alla merce la responsabilità è sicuramente sua.

Così molti trasportatori oggi accettano la riserva solo con l’aggiunta di “collo integro”: in questo modo, il destinatario dichiara che l’involucro non ha apparenti danni, è sano nell’aspetto, ma si riserva di controllarne il contenuto ed eventualmente contestarlo. Questo perché se il collo è integro e il prodotto interno no, allora vorrebbe dire che il trasportatore ha eseguito correttamente trasporto e consegna e quindi la responsabilità graverebbe su chi ha confezionato il prodotto, evidentemente già danneggiato.

Certo, la situazione non è così facile da chiarire nel caso di merci deperibili: talvolta il pacco è integro, ma la merce è andata a male perché, per esempio, durante il trasporto, non è stata rispettata la temperatura ottimale.

Altra esperienza, altro problema: se un pacco è stato imballato male e la merce si è rovinata o è andata distrutta, il trasportatore è esentato dalla responsabilità? Orientativamente sì, a meno che nel contratto di trasporto non sia previsto l’imballo a cura del trasportatore.

Tutto ciò premesso, a parte fare riferimento alle norme civilistiche sul trasporto (per esempio, gli articoli 1737 e ss. del Codice Civile) che non sono semplicissime da interpretare e spesso possono richiedere l’intervento del giudice, personalmente adotto qualche piccola cautela, anche a costo di pagare qualche cosa di più sulla spedizione o di perdere un po’ di tempo alla consegna: tanto per iniziare di solito, per spedire, scelgo corrieri che curano imballo e spedizione, e se possibile anche il pick-up dal magazzino (o da casa), questo per evitare che in caso di problemi possa essere ripartita la responsabilità fra chi ha portato il pacco al trasportatore e il trasportatore stesso. Chi voglia approfondire dovrà fare i conti con la differenza che passa fra semplice spedizione e contratto di spedizione-trasporto (art. 1741 c.c.).

In secondo luogo, quando ricevo un pacco ne accerto l’aspetto esterno, appongo la riserva e prima di aprirlo fotografo il collo in tutte le sue parti. Quindi procedo a fotografare le fasi di apertura del collo così da avere delle prove fotografiche di quanto ricevuto, che in caso di contestazione della merce saranno sicuramente utili.

Infine, se abbiamo acquistato con PayPal, abbiamo un’ulteriore via di fuga: aprire la contestazione usufruendo della garanzia offerta dal circuito PayPal.

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