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Regime dei minimi: fatturazione elettronica facile con myfoglio

Con la Legge di Stabilità 2015 in vigore dal primo gennaio, il Regime dei Minimi è stato rinnovato anche per quest’anno, sia pur con profonde modifiche nelle percentuali; sono molti i professionisti che hanno preferito questo regime fiscale a quello ordinario, e ora hanno il problema di fatturare secondo la normativa in oggetto. Il sistema di fatturazione online di myfoglio è ideale per chi ha aderito al Regime dei Minimi, perché è semplice e rapido: la fattura e le relative note obbligatorie si risolvono in pochi step, perché agli utenti di myfoglio basterà impostare un nuovo profilo fiscale. Vediamo come fare.

In un suo chiarimento, l’Agenzia delle Entrate sintetizza i vantaggi del Regime dei Minimi: nessuna ritenuta d’acconto da applicare ed esonero dal versamento dell’Iva e dai principali adempimenti, come, ad esempio, l’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. Inoltre nessun limite temporale per la permanenza nel regime e nessun limite di età per accedere. Chi si avvale del regime per avviare una nuova attività, infine, beneficerà di un’ulteriore riduzione di 1/3 del reddito imponibile per i primi 3 anni.  Ciò premesso, vediamo come fatturare con myfoglio.

Dopo il login, clicchiamo sull’icona ingranaggi — menu Impostazioni —in alto a destra della schermata per entrare nel setup del Profilo fiscale:

Impostazioni myfoglio

Clicchiamo su Profilo fiscale e, a seguire, sulla voce Profili fiscali:

Profili fiscali

Inseriamone uno nuovo, cliccando su Aggiungi profilo fiscale:

Aggiungi profilo fiscale myfoglio

 

Poiché il Regime dei Minimi non prevede IVA né ritenuta d’acconto, restano da impostare eventuale rivalsa INPS o versamento cassa (per gli iscritti agli albi professionali) e le note obbligatorie che devono comparire in fattura.

Torniamo a myfoglio, nel campo Nome scriviamo “Regime dei Minimi” così riusciamo a distinguerlo dagli altri; nel menu a cascata del campo Modello scegliamo IVA esente, contributo previdenziale (stiamo specificando quali campi attivare); ignoriamo il campo periodicità IVA  e passiamo avanti. A questo punto troviamo due distinti campi denominati Cassa Previdenziale: il primo è un campo percentuale, per cui va inserito un numero (per esempio il 4% per chi opera sola la rivalsa INPS); il secondo è un campo testuale, che contiene un elenco da cui poter scegliere la dizione relativa alla propria cassa contributiva, per esempio ENASARCO per gli agenti di commercio, Istituto Nazionale Giornalisti Italiani, ecc. Chi è esente da casse previdenziali o semplicemente non può inserire la rivalsa in fattura, può specificare il campo Natura Esenzione. Nel campo Testo voce scriviamo per esempio Rivalsa INPS 4% per i freelance, o qualcosa di simile per chi opera la rivalsa.

Nella stessa schermata, myfoglio consente di poter inserire l’imposta di bollo, ove richiesta, e finalmente arriviamo alle dichiarazioni in fattura. Nel campo Note da riportare sui nuovi documenti dobbiamo specificare quanto richiesto dal regime dei minimi, per chi ha avviato una nuova impresa o per chi vi ha aderito per il 2015. Di seguito alcuni esempi di dichiarazione:
– “Compenso non assoggettato a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 98 del 06.07.2011” e “Operazione effettuata da soggetto appartenente a regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità di cui all’art. 27 commi 1 e 2 D.L.98/2011”
– “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto come previsto dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 22.12.2011, prot. 185820”.
– “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi 54-89, L. 170/2014 pertanto non soggetta ad IVA né a ritenuta ai sensi dell’articolo 1, comma 67 L. 170/2014”.

 

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A questo punto potrebbe essere sufficiente salvare la maschera, e passare a fatturare scegliendo nella compilazione della fattura il profilo fiscale che abbiamo denominato “Regime dei Minimi”. Per maggior precisione, possiamo creare anche un apposito profilo IVA, in modo che l’esenzione IVA relativa al singolo articolo/servizio fatturato sia specificata voce per voce.

Sempre restando nel menu principale del Profilo fiscale, clicchiamo su Codici IVA e creiamone uno nuovo. Nel campo Codice scriviamo “Esente ex art. 1, comma 58, L.190/2014”; nel campo Descrizione scriviamo “Esente ex art. 1, comma 58, L.190/2014” e la percentuale lasciamola a 0. Salviamo e usciamo. Ora, se fatturassimo in regime dei minimi come freelance senza bollo ma con rivalsa, il corpo della fattura apparirebbe simile a questo:

Corpo fattura

 

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